La nostra storia

Il Laboratorio per la Democrazia nasce dall'appello di alcuni docenti universitari che nel gennaio 2002 promossero un'iniziativa cittadina per difendere la democrazia contro i gravi attacchi del governo Berlusconi, soprattutto nel settore dell'informazione e della giustizia. L'adesione alla manifestazione, con la presenza di oltre 10.000 persone, fu straordinaria ed è stata una prima risposta dal basso all'inerzia delle forze politiche del centro sinistra. Per non disperdere questo patrimonio civile sono nati alcuni gruppi di lavoro aperti a tutti. Obiettivo è quello di sperimentare la partecipazione attiva dei cittadini con il duplice scopo di sensibilizzare su quanto sta avvenendo nel paese e di definire concrete proposte per il governo locale, attraverso una pratica politica che renda protagonisti i soggetti sociali, civili e culturali della città e che permetta ai singoli di impegnarsi in prima persona per tornare ad essere attori reali nelle scelte che li riguardano.

Il coordinamento di questa esperienza è affidato al Comitato, che è composto dai rappresentanti dei gruppi e che ogni sei mesi rinnova un terzo dei propri componenti, attraverso modalità che rappresentano già un primo concreto tentativo per mettere in atto nuove forme di fare politica.

I gruppi di lavoro che si incontrano settimanalmente, coinvolgendo in totale oltre 200 persone, approfondiscono i temi di cui si occupano, elaborano proposte rivolte all'esterno, organizzano iniziative pubbliche e campagne informative.

Il Laboratorio per la Democrazia è uno dei movimenti che a livello nazionale, dall'inizio di quest'anno, hanno dato voce al bisogno diffuso di partecipazione alla vita politica che viene da una parte sempre più numerosa della società civile si sono moltiplicati nel tempo e compongono ormai un quadro complesso di esperienze assai diverse. È evidente che molti temi sociali e politici, nazionali e internazionali, animano il pensiero di questa opinione pubblica, che ha trovato il suo primo punto di aggregazione attorno all'allarme per la giustizia e l'informazione e alla difesa dei valori costituzionali. Piazza S. Giovanni, poi, ha dimostrato che una coscienza collettiva vigile e già autonomamente consapevole aspettava solo di essere sollecitata con una parola convincente. Questo è, nella sua sostanza, il movimento: la capacità di mobilitare non solo le proprie forze ma le energie molto più ampie, diffuse e dormienti nella società, con cui le organizzazioni tradizionali hanno perso sintonia e che perciò non riescono più a sollecitare.

Appello alla cittadinanza del 24 Gennaio 2002

Diceva Alexis de Tocqueville che nei paesi democratici le persone non possono fare a meno di un forte potere giudiziario e della libertà di informazione. Gli avvenimenti degli ultimi giorni suonano come un campanello d'allarme: il rapporto tra potere politico e magistratura è sottoposto a una pericolosa distorsione istituzionale. Mai prima nella storia della Repubblica si sono visti tanti magistrati preoccupati per le sorti dell'autonomia del potere giudiziario. Inoltre, tra meno di un mese il Consiglio di Amministrazione della RAI sarà sostituito e il governo Berlusconi prenderà possesso della quasi totalità dei mezzi di informazione. Questi due eventi gravissimi sarebbero da soli sufficienti a giustificare una forte preoccupazione per il futuro della democrazia in Italia. Ma giustizia e informazione non sono casi isolati. La democrazia si sta rapidamente degradando anche in altri campi. Il razzismo esplicito di almeno una parte della maggioranza è confermato dal disegno di legge sull'immigrazione. L'attacco allo statuto dei lavoratori apre la strada ai licenziamenti facili. L'indebolimento della scuola pubblica minaccia il diritto primario alla conoscenza. Mentre imputati "eccellenti" tentano in ogni modo di evitare i processi, la giustizia sociale viene incrinata e impedita.

Invitiamo tutta la cittadinanza a manifestare contro gli attacchi mossi alla democrazia. Costruiamo insieme l'opposizione a questo governo giovedì 24 gennaio, ore 17.00 corteo cittadino che parte dall'Università di Firenze in piazza San Marco per raggiungere il Palazzo di Giustizia in piazza San Firenze